
Come si dice:
Dulcis in fundo… sarà Eva?
Ma andiamo per ordine, micro lezione.
Traduzione di un testo:
Traduzione inteso da una lingua in un’altra, da una cultura in un’altra, da un luogo geografico in un altro, da un’epoca in un’altra.
Un processo che porta qualcosa che non capisco in qualcosa che posso comprendere.
Bene, il traduttore sia contemporaneo o fra il contemporaneo ed il passato ha in fondo due metodi di traduzione fra se complementari a cui fare ricorso:
il modo filologico, si occupa della parola (das wörtliche), la sua verità sta in fin dei conti nell’individuazione del andamento di pensiero del suo autore, l’altra possibilità di vedere un testo è quello della sua “capacità d’effetto” (Wirkungsmaechtigkeit) = come funziona un testo per un pubblico.
A mio avviso la filologia è importante per comprendere regole e modi di pensare di altri mondi.
Non deve possibilmente inventare, mescolare, arrangiare, deve rimanere nel ristretto delle parole di un’opera limitata.
Il poeta non ha quel obbligo, pur avendo le nozioni del filologo, deve, mi sia permesso: sguazzare più ampiamente possibile nelle 60 000 e più espressioni della lingua media culturale contemporanea. Ricreare la sceneggiatura, (das Klangbild) il quadro musicale, il ritmo – la musica – il colore, la messa in scena musicale di lingua e della forma, per renderlo appetibile, gustabile, trasformarlo in esperienza musicale estetica da mettere in bocca, nel naso, negli occhi e orecchi del pubblico. Testo in vita – nella vita del contemporaneo in caso di testo antico, da una cultura nell’altra nel caso contemporaneo. Questo il poeta.
Il poeta dell’originale faceva cosi, altrimenti non avrebbe avuto pubblico.
Poi incontro il “testo” parlato del contemporaneo, stampato in grandi affissioni, urlato, messo in immagini, sms, mail, in comportamenti e blatero, in: monkey see – monkey do. Sembra tutto immediatamente comprensibile,…sembra! Sembra genuino della persona. Invece le persone sono come piccoli videoregistratori che copiano quel che vedono, sentono e lo ripetono senza rifletterci. Un esercito di copiatori con la pretesa del esser diverso, quando si sente sofisticato, altrimenti non ci pensa. …è più semplice.
Comincio la mia traduzione:
Vedo, per fare un esempio, una sfilata di moda, ma non vedo vestiti per coprimi, difendermi dal freddo, caldo, farmi sentire a mio agio nell’attività del mio esser donna, madre, educatore, casalinga, amica, compagna, pensatrice, scrittrice…no! vedo pornografia della peggiore, tacchi per alzare i posteriori, e non bisogna aver studiato antropologia comportamentale per comprendere il significato. Seno evidenziato o nudo, stoffe avviluppate – quando coprono e avviluppano qualcosa – corpi lontani dall’esser donne, corpi in amenorrea certa per deficit di massa grassa, bocche, occhi dipinte; un spettacolo – si , del grottesco.
Il tutto ripreso, come fosse qualcosa che ci rende felici, e ossessivamente amplificato su giornali, la tv – dico fosse comodo, a un giusto prezzo, qualità che dura una vita – vogliamo ricordarci che un tempo un vestito durava venti anni e più!- che bisogno c’è di spender tanto in pubblicità? Si venderebbe da se fosse giusto.
Il tutto condito o è l’ingrediente maggiore – Vi è chiaro cosa intendo!?- continuamente ammiccando e mescolandolo con l’illusione di meglio potersi accoppiare quando ci si traveste in quella maniera, possibilmente ogni tre mesi cambiando – vestito e si dice “accoppiatore/trice”?
Di mezzo sempre il danaro e l’obbligo di aderire all’andamento per rimanere nel gruppo sociale.
Accoppiare, danaro, obbligo – pornografia.
Una vita più serena e felice che soddisfa i bisogni primari e profondi della nostra essenza umana?
Investendo tempo in sapere?
Senza spendere tempo e danaro nella spasmodica ricerca di un pezzo di stoffa che da lì a poco non voglio più in più va prodotto il danaro per il tempo che spendo in ricerca del pezzo di stoffa e nel suo acquisto per ritrovarmi punto e da capo con un nulla di fatto?
… o per proseguire in un perpetuo atto di ginnastica sessuale con temporale emissione di endorfine al fine di drogarsi per ancora un altro po’? Moda – pornografia – droga.
Illuso e disperso, lontano dalla vera essenza, coercizato da schemi comportamentali, lontani da quel che umanità può essere in termini di creazione di valore ad una vita senza dolore, sofferenze, uccisioni, furto, solitudine –
Che strane traduzioni che faccio, sarà che vedo come modo di vita degno dell’intelligenza umana una vita incentrata sul metodo scientifico….. ma di questo prossimamente.

Leggete, non avete paura di aprire un libro, questo …dice: Vorrei potergli far capire che un cuore buono e affettuoso è una ricchezza, e una ricchezza sufficiente, e che senza di esso anche l’intelligenza è povertà…. è un libretto piccolo,piccolo – riporta per finire:
DOVUNQUE ERA LEI, Là ERA L’EDEN.
Cosi mi piace – molto.