Società libera

Oppure l’individuo e gruppi di individui autosufficienti

Quando, quest’estate, discorrevo con un amico – radicato per nascita e lavoro, si era occupato per trent’anni dell’olio d’oliva prodotto in Toscana – detentore di profonda conoscenza del territorio del Chianti, sulla “qualità” delle persone che compravano nel passato decennio le proprietà, non più vedendo la terra, le sue qualità, non più trasmettendo il rispetto per natura ma esclusivamente giudicando dai libri contabili e anche lì senza competenza su natura, lontani da ogni comprensione su ciò che stavano giudicando, di comune e spontaneo d’accordo il nostro sprezzante giudizio per quel danaro stampato, privo di controvalore alla fonte (dunque inflattivo).
Questo danaro frutto di rendite inventate e basate sul nulla che voglio chiamare finto (ce né ancora una quantità enorme di dollari circolanti nelle borse a cui manca totalmente un controvalore, cosi un analista mi riferisce) in quelle mani di pochi, spogli di conoscenze e valori reali su cibo e la sua reale importanza per un organismo sano senza artifizi, confinati come sono in torri di avorio specializzati e ghettizzati – il danaro da strumento muta in Mammon (dio) dacché si erige a detentore del tempo, travia comportamenti, dignità, valori basati su cose reali da cui si è staccato, rende emozioni ed il loro radicamento (Rückgriff in tedesco) nell’uomo cosa ignorabile, le conseguenze si trovano nel fatturato dell’industria farmaceutica (120 000 000 di euro nella sola Svizzera per antidepressivi, 4500 000 di confezioni di calmanti e sonniferi venduti nell’anno passato), nel fatturato dei produttori di alcol, nel fatturato dei stupefacenti – deviando e svendendo in ultima analisi depauperando una cosa reale per la nostra sopravivenza, indispensabile come la terra, in un fatto di astratto oggetto di certificazione di rango sociale distaccandolo totalmente dall’importanza reale e concreta della produzione di cibo autentico non industriale.
La formula si presenta cosi:
Danaro inflattivo catalizzatore da terra madre in terra oggetto.
Come gli aiuti alla produzione del grano hanno reso o ha instupidito l’uomo, qui l’equazione si presenta cosi:
Danaro dello Stato catalizzatore da ingegnoso ed attento uomo a coltivatore immobilizzato.
In ambi i casi monocolture tristi, l’uomo è onnivoro!

Una società con più individui autosufficienti è PIU’ libera.

C’è tanto da fare, le specializzazioni necessarie in moltissimi campi della scienza, di collegamento fra scienze, di permanente presenza della filosofia accanto allo scienziato affinché possa capire ciò che sta facendo e possa crescere di pari passo anche come uomo completo e non diventare un idiota di specializzazione senza la comprensione delle emozioni umane, del sapere scientifico affine o collegabile, di collegamento fra terra madre viva e scienza, di autentico benessere, di individualità, di autosufficienza possibile e raggiungibile, di progetto politico in rispetto al tempo dell’uomo, convertendo i tempi imposti da valori e simboli oltre l’uomo (dio, denaro, consumo forzato, fame imposta, nascite controllate o imposte, divertimento imposto, vestiario imposto, medicalizzazione imposta, non che sia completo questo elenco, metto per finire la scelta sul poter morire o meno anch’essa – imposta)

Leggete il più possibile, le cose più differenti possibili.
Cosi mi piace.

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3 Risposte a “Società libera”

  1. Alberto Fatticcioni Dice:

    Scrivi bene. Scrivi cose vere.
    La nostra specie si è inventata il denaro e con questa strana cosa pensa di poter dare un valore quantitativo a tutto. Non tutto può avere un valore economico al pari degli altri. La terra, l’acqua, l’aria, il sole ed il cibo non devono e non possono essere una merce.
    La fertilità del suolo è un concetto astratto, scientificamente molto meno studiato del DNA o delle fluttuazioni della borsa, ma è la cosa che più in assoluto è essenziale per la nostra specie. Dalla fertilità del suolo dipende la speranza di vita delle generazioni future.

    Mi sono stancato della dittatura della monocultura. Mettendo sempre le solite piante negli stessi terreni questi si impoveriscono di specifiche sostanze difficilmente rimpiazzabili. Inondandola di sovvenzioni l’agricoltura viene “manovrata”, la creatività dei contadini viene meno e si fa affievolire il loro importante ruolo sociale. Cospargendo i campi di fertilizzanti chimici e di pesticidi creiamo cibo finto, piante abituate solo a farmaci, microrganismi pericolosi iper-resistenti Sbagliando le lavorazioni del terreno ogni anno migliaia di tonnellate di terra vengono erose via dalla pioggia e dal vento.

    Un uomo autosufficiente è un uomo libero.
    Mangiate e cercate di produrre anche nel vostro piccolo cibo vero.
    Nel vostro orto sarete i sovrani.

    • karinhofer Dice:

      Ben tornato… e quanta ragione, quanti valori da ripensare e reimpiantare, accertare il valore nutritivo di frutta e verdura cresciuti in terreno vivo rispetto al resto, certamente ci mancano le analisi adeguate, palato e un corpo sano distinguono la differenza – sempre che abbiano scampato le imposizioni.
      Vale la pena di costruire una visione. Mettiamoci al lavoro…

  2. Il picco del suolo - Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Personal Trainer Firenze : Alberto Fatticcioni Dice:

    [...] l'aria, la luce del sole ed il cibo sono superiori a qualsiasi valutazione economica. Karin, nel suo blog, fa bene a ricordarlo. Ma che senso avranno i soldi quando un giorno non saremo più capaci [...]

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