Vediamo:
Ho finito l’ultimo post con un detto popolare, inizio questo con un altro:
Nel paese dei ciechi quello con un occhio è il re.
E questa come la sfoltiamo?
Alle prese con una lingua nuova ci imbattiamo in 5/6000 parole. Grammatica a parte, questa è la montagna da superare per poter “attaccare discorso”, direbbe mio figlio.
Qui entra in scena Omero, l’Iliade, quell’opera composta poco meno di 3000 anni fa. Bene quel opera si compone di circa 5/6000 parole.
Poche per un’opera che Platone definisce comprensivo del sapere dell’epoca. Da come fa coagulare il latte alle tecniche di guerra. Molte le semplificazioni linguistiche considerate da un punto di vista nostro, occidentale, west- europeo.
Tanto per fare un esempio quando vanno a fare l’amore Paride ed Elena si parla : “… si mescolano in amore”, lo stesso modo di espressione viene usato quando Nestore, prima di ritirarsi da Troia dice di voler stuprare ogni donna :”.. mescolarsi in amore”.
Il nostro bisogno di comprensione di stati psicologici, mettendo fare l’amore con stuprare nella stessa espressione cambiando esclusivamente contesto, non è soddisfatto in questo modo. Lingua deve riportare la sensazione psicologica. Degradante deve essere rispecchiato nella lingua, come le variazioni del sublime.
A questo aggiungo, senza fare l’elenco, le scoperte contemporanee, scientifiche. La quantità di lingua specifica che si è via via reso necessaria per descrivere scoperte e relativi processi e reazioni.
L’importanza che lingua ricopre per decifrare e comprendere bene il Psico- logico del nostro comportamento. Le emozioni. L’interpretazione dei giuochi di lingua nel contesto sociale.
Ancora devo tradurlo per chi abile del tedesco può già leggere ora.
Sono conoscenze in aggiunta, rispetto all’epos di Omero, intuizione, emozione, parole, pensiero per arrivare a comportamento modificato.
Il dizionario è valido per una o due generazioni, per chi bisognoso di stampelle – ci fa ricorso, per ricordarsi un significato magari dimenticato e da rinfrescare per dopo andare oltre e renderlo più efficace.
Certo, un buon spezzatino di cinghiale non credo abbia cambiato in composizione, gusto e preparazione dai tempi di Omero: un po’ di spezie, la carne, acqua e una lenta e lunga cottura.
Mi viene l’acquolina in bocca.
Leggete, non fatevi rubare il tempo della lettura, vi renderà più liberi.
Etichette: filosofia, Homer, Ilias, Illiade, letteratura, literatur, Omero, Philosophie, poesia, Poesie, Psicologia del linguaggio, scienza, Sprache, Sprachpsychologie, Verstehen, Wahrheit, Wissenschaft


gennaio 9, 2010 alle 9:27 pm |
uhm…la lingua cambia nel tempo. Comi dici tu, un dizionario dura per una o due generazioni e chissà poi se il poema di Omero è stato tradotto nel mondo giusto. E chissà poi cosa intendeva veramente dire Omero.
E poi, io sono anche convinto che anche lo spezzatino di cinghiale sia cambiato di molto. Ricordo che una volta mia nonna mangiò un cotechino che gli aveva portato un parente. Sia lei che mio padre sembravano estasiati. Per me e i miei fratelli era immangiabile. Loro invece risentivano i sapori perduti, quel modo di fare il cotechino che ormai era andato perduto.
Tempo fa io ho scritto questo sulle parole e il linguaggio:
http://panirlipe.wordpress.com/2008/04/11/parole-vecchie/
Ci trovi parole che una volta avevano tutto un altro significato
gennaio 11, 2010 alle 9:42 pm |
non esiste una traduzione filologica in tedesco di omero, esiste un’altra traduzione contemporanea molto viva di Raoul Schrott; Platone conferma la sua ampiezza in racchiudere praticamente tutti aspetti della vita dell’epoca, da qui sta nascendo un post prossimo… pazienza e vedrai; olio e fichi avranno lo stesso sapore?
gennaio 13, 2010 alle 3:04 am |
[...] oltre ad essere estremamente tenace ha un sapore profondamente robusto, direi di bosco. Non mi sembra di essere l'unico blogger che apprezza il cinghiale, ma c'è qualcuno per caso che ha assaggiato veramente le [...]