salva la vita

novembre 6, 2010

Guardate

Così è che mi piace

Soave sussurro di costruzione di morte gioiosa

novembre 3, 2010

Serena costruzione di morte
Non comprendi?
Dopo aver passato
L’infanzia
Adolescenza
L’adulto nel esser genitore
Dopo aver interrotto e serenamente lasciato quel bagaglio dove deve essere
Nella passata costruzione di una vita
Oggi
Alle soglie d’un avventura
La più eccitante
La più intrigante
Dacché tutto maturo nel corpo e nello spirito
Dacché Oggi
Alle soglie dei cinquant’anni
Inizia la costruzione serena della morte
Laboratorio di alchimie morali
Intessute su biologia antropologica
Sul rispetto di processi neurbiofisiologiche antropologiche
fin dove le comprendiamo
Oggi
faccio richiesta di coraggio
radicato nei esseri compiuti
in fermezza nel accettare il fluttuante continuum
punto di partenza
alla messa in vita vissuta di quei comportamenti
frutto di riflessione su come funziona il nostro organismo
emozionalmente
frutto di riflessione su cosa ci fa autenticamente bene
frutto di riflessione su dato scientifico
ed ecco la costruzione responsabile
(responsabile = ciò a cui son abilitato, di cui son abile)

D’un poetico rimare di condizioni di vita finalizzato
A
Felicità serena
Focalizzato nella perpetuazione di storie degli Elfi
Un tempo che non finisce mai

Stupro

novembre 3, 2010

Dice la bestia
Dopo l’iniezione forzata d’inganno d’un insieme di vita futura
Dissimulando relazione di coppia mai vissuto
La moglie strumento alla stregua d’un servizio addetta all’intimità
D’un strumento per sbrigare le faccende:
“Ti amo”
Assestando un colpo d’ascia sulla mia guancia
Estasiato dalla propria dolcezza
Affonda la mano nello squarcio tiepido
Stupefatto d’un tempore mai avvertito
Felicemente esplorando le mie parti mollemente sanguinolenti
Si strugge della mia disponibilità a tanto volerli far sperimentare la dolcezza
così
coccolando dolcemente la mia testa
Ficca le unghie d’acciaio nella nuca
Emette gridolini di gioia estasiato del proprio fare
Poteva TOCCARE il mio pensiero
e quel che vedeva
quel che gli riempiva gli occhi pensava fosse il sapere
chiara massa grigiastra rosina morbida intrappolata sotto l’unghia ricurva
rimasuglio attaccatosi al ritiro dai fori inflitti
Quanto ! gli riempio il cuore innamorato di orco stolto
Inconsapevole della propria malvagità
Mi stringe al petto
Eccitato e pieno di compassione per la necessità d’amarmi
Fa scivolare il suo membro nelle mie fessure
il sangue fuoriesce da troppo impeto
Per cui si abbassa in ginocchio a leccare e ammorbidire
Penetrando con parole sbagliate l’anima
Annientando quel resto di donna integra
Era mai stato così dolce con una femmina
Mai stato innamorato così
Mai sentito tanto trasporto

La testa mia spenzoloni dal collo
Le vertebre schiacciate fra le sue mani
Esanime mi rimprovera:
Perché sei morta?
Ultimo atto d’un attenzione generosa ripiegata sulle mie spoglie d’un potenziale d’irraggiungibile pulsante e compiuta emozione

Madre

ottobre 10, 2010


Lezione di vita?
Sulla spiaggia?
Ascolto l’infrangersi delle tue onde sulla mia riva
Bagnate appena le dita dei miei piedi
da spumeggianti frenetici esibizionismi d’una vita vissuta sotto i riflettori
e
della loro lunga ombra che penetra
– come l’acqua penetra ben più in profondità che la superficie bagnata possa svelare –
fra i cristalli della sabbia nell’anima tua
Cerco dissimulazione di vita vera, valori dichiarati senza esser vissuti
Capisco la difficoltà che incontra
Il testo, l’idea, la regola morale, il teorema, il dogma
Ad esser tradotto in vita vissuta
Ma pur che ricca di persone, situazioni, luoghi possa esser la tua vita
Dovrai venir ad abbeverarti alla mia fonte
Aspetto
Ho sete

eccomi

settembre 19, 2010


La libertà è un concetto filosofico del tutto arbitrale ed un illusione della mente dal punto di vista biologico. Essenzialmente si limita ad un raggio ristretto di scelte di decisioni (si-no) a cui possiamo far ricorso.

La “pace” con se stessi e il prossimo consiste nel non vedere o non voler vedere il dolore perpetrato da sistemi attivamente o autoperpetuanti creati dal uomo. Il coccodrillo quadrato sta comodo ovvio che ogni pungolare da fastidio. Guerre civili (in testo chiaro: stupro di donne e bambini, sevizie, tradimento, sfiducia, insicurezza fisica come mentale, falso ideologico, falso morale, falso etico, fame, mancanza di sonno, freddo, malattie) con alla base sempre e comunque contrasti religiosi che disfanno totalmente ogni tessuto e convivenza civile alla lunga scardinano forse anche il coccodrillo quadrato.
Una guerra normale crea bene o male due gruppi contrapposto in cui, bene o male si crea un codice di riferimento. Nella guerra civile manca ogni codice.
Le regole sociali quando pretendono il sacrificio della creatività individuale, quando chiedono il sacrificio individuale fisico (la morte, andare in guerra, sopportare l’esclusione per pregiudizio sessuale, fisico, di colore della pelle, per scolarizzazione mancata, per ceto di appartenenza) sono sbagliate. Sono sbagliate quando impongono cibo industriale scadente. Sono sbagliate quando indottrinano a mezzo della scuola e di media senza correzione. Sono sbagliate quando sono in sfavore del uomo.

La moda è un sistema schiavizzante la donna. Abnega la sua essenza di madre. Tende a rendere e rende inadeguate, insoddisfatte,insicure, anoressiche, bulimiche, dipendenti dal danaro (altro sistema sfuggito da strumento a despota) riempie con immagini illusorie su una realtà inesistente. Depaupera la donna della sua fierezza di madre. Limita nel movimento. Rende oggetto sessuale. Non accetta la biologia e il vero intrinseco d’un essenza femminile. Maggiormente è fatta da maschi per giunta omosessuali che non hanno sperimentato ne sperimenteranno cosa significa essere: la splendida bellezza del essere madre.
Preferisco il chiacchericcio su fatti del sapere scientifico poetico del presente, su riflessione in base a letture di sapere attuale e futuribile. Ce ne immensamente tanto, fruibile e porterebbe molti fuori dalla comoda palude buia in cui ruminare e piangersi addosso. Porterebbe molti fuori da un sterile “oppinionismo” determinato e dentro la felicità di sapersi responsabile della propria crescita in termini di consapevolezza. Molti gli errori evitabili. Molta la creatività esprimibile.
Gli esempi di coccodrilli quadrati che danno ascolto, sono incuriositi ed incentivati a voler imparare ti sembrerà incredibile ma c’è e cresce. Lo specchio serve, molto.
Di coccodrilli liberi ci sono, ci sono in forme e modi diversi. Incontrarli , scambiarsi,leggersi e oltremodo appagante.
La creazione di un moral landscape su cui camminare solidamente è un imperativo per una madre che voglia una prole protetta e creativa. Il progetto richiede molte forze. Tempo per lo studio sempre in tre lingue, tempo per l’incontro spesso in inglese con chi ha già approfondito certi aspetti, tempo per analizzare filosofia del passato oramai desueta, risorse economiche… e ci sono sempre due figli da portare avanti.
Un abbraccio

. . . che non è più

settembre 14, 2010


Ci siamo incontrati in quel luogo che non è più
Presagio buono
Non più chiesa
Pensavo
torre d’avorio
aperta
un flusso di sapere antico disseppellito dalla staticità della materia
laserizzato sotto una bacheca di cristallo emergeranno tutte le lettere
documenti reali e quelli oramai troppo stanchi per un viaggio
proiettati su vetro ruotante richiamabili leggibili per tutti
le nostre idee in rampicanti arabesche a dare armonia e senso ad un luogo senza
vedevamo nascere una potenza perpetuarsi e nutrirsi da se stesso
il sapere
in contraddizione in dubbio in cerca
tu, a dirigere il reale
io, a dirigere il vero
ed ecco il progetto
sempre l’uomo a dare senso e a togliere senso
poi colmi di felicità per una cosa ben fatta, ben pensata
hai dovuto dirmi senso che non è più
annunciandomi la tua morte
imminente
avrò il progetto
avrò senso
non avrò più
te

Sectio Aurea

agosto 31, 2010


Hai dipinto la Sectio Aurea sulle mie ricerche
armonie non solo geometriche lasciate dal passaggio della tua mano
penso l’origine della guerra civile
l’ideologia religiosa sempre alle sue radici
a scatenare il peggiore dei malidisgregazione omnia
riordino il pensiero per una grande madre
mi sfugge – ancora non la domino
la Sectio Aurea e i numeri di Fibonacci
a dare la cornice di marmo bianco
cesellata Maestranza sovrabbondanza nelle nostre vite

al pomeriggio innocente
mai pentirsi fra acqua caldo e piccola folla
d’un tempo perduto
nel dirsi all’altro

Il coccodrillo quadrato

luglio 30, 2010

…Un signore va in un negozio e vuole comprarsi un bel coccodrillino vispo e in salute. Una volta individuato l’animale giusto, sceglie la vasca in cui vivere. Bella, grande e rettangolare la riempie con ogni necessità per far crescere libero e in salute l’animaletto. Il commesso, una volta finito le preparazioni, avverte il signore che la vasca da lì a breve sarà troppo piccola.
“Basterà”, risponde il Signore, “Basterà”.

L’animale, felice e perfettamente a suo agio cresce, cresce e riempie in poco tempo la vasca, perdendo le sue connaturate sembianze ed attitudini, assumendo forma quadrata ed immobile.

————————-

L’optimum locale, l’imposizione sociale, storie di come interpretare la vita, di viverla, imposizioni spesso travestite da “amorevoli coercizioni” atte a snaturare la propria individualità in favore di affetto ed attenzione. In favore di un gruppo sociale che in cambio della sua protezione, del suo affetto chiede il sacrificio dell’individualità, della emozionalità quando non si spinge a chiedere la vita o la vita del figlio.

Vero, siamo animali sociali. Siamo forniti di lingua come strumento evoluzionistico culturale. Da soli soccomberemo per mancanza di stimoli date le nostre necessità da animali sociali. La vasca deve essere sempre e comunque molto ampia, specialmente per le menti in cerca di ulteriore sapere.

Siamo pieni di coccodrilli quadrati.

Di vasche:

Danaro: Fa d’un uomo quel che vuole.

Religione: Corrompe con storie che incidono sull’emotività del individuo.

Regole sociali desueti: Mai il bene del individuo.

Sport di gruppo come spettacolo: Depaupera il maschio della sua essenza in quanto delega le proprie emozioni ad un terzo.

Sistema Moda:Delegittima la donna ad essere madre.

Immagini che inflazionano, invadendo senza filtro le nostri menti spingendo a “monkey see – monkey do”: Rendono schiavi le menti senza difesa critica.

Cibo industriale vacuo e vuoto: Portano l’organismo in malattia.

Frenetico esibizionismo intellettuale dietro al quale viene dissimulato la scarsa inventiva: Porta in vacuità mentale. In chiacchiericcio urlato. Ostacola la creazione di concetti nuovi di sostanza.

Superficiale uso di parole e gesto per dissimulare l’inesistenza di emozionalità profonde che seguono e rispettono con onestà intellettuale ed emotiva senza riserve di sorta la salvaguardia del altro nella sua essenza di organismo dentro un flusso, l’altro come tu stesso in costante modifica.
Fosse rispettato non ci sarebbe bisogno di definire il delinquente emozionale e il vampiro sentimentale.

Illusorio optimum locale: Porta al pensiero senza empatia.

Come dice la talpa quando raggiunge la cima della sua collinetta fuori terra:
“Ah! Quanto è grande il mondo e come me lo sono conquistato, il posto così in alto!”

Il coccodrillo che rompe la vasca e va a spasso corre moltissimi rischi. Solo per il fatto d’aver rotto la vasca. Solo per il fatto d’esser un coccodrillo libero. Solo per il fatto d’esser un coccodrillo autentico. Libero deve cacciare, nessuno lo imbocca più.

I stessi coccodrilli quadrati saranno nemici al coccodrillo libero. Non comprendono la sua aspirazione, ne la voglia di muoversi, ne la necessità di cacciare, na la fatica di ringhiare… loro tutto questo non lo fanno mai e pure stanno benissimo… fermi, sazi, non pensanti, quadrati, imboccati e al sicuro.

Hanno emozioni come quello libero!
Amano come quello libero!
Corrono come … no, no – non corrono. (quello si vede ed è paragonabile, si vede quando uno corre a differenza di uno che sta fermo)
Ma nel loro optimum locale non serve, quel che sentono basta.
Il resto è roba per sognatori, romantici, cazzuti o dolci poeti maledetti.

Già, come diceva Ginsberg:
You can’t expect a vision, they don’t have them. Poets have to turn it on so it sparks and catches hold.

Leggete, le cose più differenti. Vi salva la vita.

mordo l’ostico giorno tuo

luglio 15, 2010

affamato d’un frutto profumato

mi chiami

raccogli l’arancio albicocco dalle mie labbra

diluisci sciroppo delle mie idee con l’acqua della tua vacuità

bevi

ammazzetto i rami secchi d’un lavoro logorante

accendo il fuoco

ti riscaldi l’anima

ascolto il rullo compressore sghiacciare i sassolini nella scarpa del ieri

accetto il regalo della tua stanchezza

supposta onesta preludio di intimità

stupore nutre il mio amore

Nel acqua corrente la mia dissoluzione

luglio 10, 2010

Im fliessenden Wasser löse ich mich auf

Nel acqua corrente la mia dissoluzione

trasparente

liquido sulla pelle color bronzo

braccia incrociate contro seno rigonfio

trascima dal piccolo laghetto

scolmando fra morbidi cuscinetti d’un petto stretto fra le braccia

intenta a riportarmi nel flusso del vero

mi lascio trascinare

rilasciando atomi ed energia nella corrente

é quello che percepisco

il mio corpo prestato ad una realtà non mia

parte di me in dissolvimento

consapevolmente tutt’uno in distemperazione del fisico

tornare a casa, nelle particelle e più in là nell’energia

la pelle viva e libidinosa in attenta difesa del corpo

non vuole disgregarsi

la materia a cui tornerà

strings

energia visibile e invisibile

presente assente

non vuole consegnarsi e ritornare

a particelle elementari

ancora vuole e chiede rinvio

indugia

amando il presente amore

da cui solo pelle può godere

il flusso trasparente della verità sa

non vive stupore in questo

la pelle sa

chiede clemenza

fa istanza di rinvio

affermando l’unica sua giustificazione

quella del “ora ed adesso”

consapevole del inganno del “ora e adesso”

accetto il flusso trasparente

vengo da lì

tornerò lì

indugio un po’ fra le braccia di quel uomo

senza parole – lui

senza parole – io

al flusso trasparente

come l’acqua della doccia di stamattina

flusso non barriera

a vita e morte

linguaggio della pelle solamente

dacché siamo

flusso

vivo

perpetuo